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Stretching e Rilassamento Psico-Somatico
Ormai entrato permamentemente nelle nostre abitudini sportive a tutti i livelli, lo streetching o allungamento mantiene (o in taluni casi aiuta a conquistarla) l’elasticità nell’apparato muscolare, e prepara al movimento attivo. L’allungamento non è un’attività stressante, è un’ attività serena, rilassante e non competitiva. Il sottile fascino dell’allungamento consiste nella capacità di mettere in sintonia i muscoli con la perfetta conoscenza di sè, attraverso la presa di coscienza delle tensioni muscolari. Lo scopo di questo lavoro non è quello di trattare lo stretching come pratica, credo infatti si sia scritto e detto abbastanza esaudientemente in merito, piuttosto quello di analizzare il connubio tra l’allungamento ed il rilassamento psico-motorio, la decontrazione vera e propria. Molto spesso si vedono insegnanti che propongono esercizi di stretching solo come preparatori alla lezione, inseriti quindi nella fase di riscaldamento-ilassamento, oppure addirittura solo negli ultimi minuti nella fase finale di defaticamento. Fermo restando che lo stretching dovrebbe essere praticato tanto prima che dopo l’attività motoria. Credo che si dovrebbe assegnare più spazio possibile, come lezione completa per il rilassamento muscolare abbinato allo stretching. Sono molte le tecniche di rilassamento muscolo-mentale come il Biofeed. Con esso si ha la diminu- zione dell’attività del sistema simpatico con conseguente rilassamento muscolo-mentale ed il raggiungimento finale di uno stato di equilibrio dinamico dell’organismo. Ogni performance individuale viene migliorata attraverso un graduale processo di conoscenza e coscienza di sè. Il controllo del proprio corpo è il primo elemento per il comportamento del proprio controllo. Un corpo troppo spesso in tensione, in taluni casi può limitare certe prestazioni che richiedono un ottimale equilibrio psico-fisico, un corpo che probabilmente con l’avvento dell’era moderna è diventato sempre più vulnerabile all’aggressione degli stress, un corpo, infine, che spesso lo si utilizza senza conoscerlo. Lo stretching, abbinato ad una pratica di rilassamento, ad una buona tecnica di respirazione, ad elementi di somatognosia (cioè la coscienza del proprio corpo), alla sensibilizzazione della differenza tra la contrazione e la decontrazione (quante persone eseguono esercizi contraendo muscoli che non servono invece di essere decontratti !!) puo’ dare , come sto’ effetivamente constatando, personalmente nella mia esperienza, dei risultati ottimi. Il rilassamento è innanzittutto uno stato d’animo , che nelle situazioni di recupero degli stress psico-fisici, agisce nella capacità di concentrazione su un singolo obiettivo (il singolo individuo). Vediamo ora in dettaglio quali possono essere i punti di contatto di queste tematiche con l’allungamento muscolare:
PRIMO Lavorare sulla decontrazione degli arti superiori e inferiori, cercando di fare capire la differenza tra contrazione e decontrazione;
SECONDO Stabilire, mediante esercizi di allungamento, esercizi postrurali il giusto gioco articolare delle articolazioni intervertebrali singole, e di tutto il rachide globalmente;
TERZO Inserire delle tecniche di respirazione adeguate: queste tecniche si sviliuppano attraverso quattro punti fondamentali: A) presa di coscienza dell’atto respiratorio; B) presa di coscienza della respirazione toracica, addominale, totale; C) frequenza e profondita’ di respiro; D) potenziamento cardio-respiratorio;
QUATTRO Coscientizzare l’allievo alla propia conoscenza (schema corporeo) guidandolo attraverso giuste metodiche alla sensibilizzazione degli stimoli propriocettivi, quelli deputati cioè a raccogliere informazione di varia natura corrispondenti alla posizione, allo spostamento, al grado di tensione muscolare ecc...particolarmente dai muscoli dai tendini, dalle articolazioni;
CINQUE Tecniche di controllo segmentario e posturale ; cioè migliorando l’immaggine del proprio corpo riuscendo ad interiorizzare l’esperienza vissuta proprio con lo stesso corpo , ed una ducazione neuromotoria capace di correggere e perfezionare atteggiamenti, posture e posizioni sbagliate del soggetto;
SEI Tecniche di massaggio distensivo: attraverso la mobilizzazione manuale della colonna, degli arti, e delle estremità (soprattutto piedi) non solo vengono risolti problemi locali, ma ne traggono giusto beneficio tutti gli elementi dell’intero organismo;
SETTE Tecniche di rilassamento psico-somatiche; Esistono diversi metodi di applicazione: G.ALEXANDER, metodo prevalentemente terapeutico di P.WINREBERT, M.ORLIC, metodo dell’ educazione gestuale, tecniche orientali (molto interessanti), P.N.F. (facilitazione neuromuscolare propiocettiva), Orintal stretching (tecnica mista), ma senza dubbio le due principali tecniche moderne di applicazione sono rappresentate dai metodi di SCHULTZE e quello di JACOBSON.
METODO SCHULTZE: essenzialmente terapeutico, centrifugo, parte immediatamente in modo globale. Il rilassamento come fatto psichico, con un abbassamento del tono corticale di vigilanza, dall’interno verso l’esterno con una sua progressività cui accenerò brevemente: A) ricerca del contatto con il suolo; B) i punti di contatto divengono superfici; C) presa di coscienza di queste superfici ricerca di uniformità di appoggio; D) il contatto diviene pressione. E) sensazione di peso, che, partendo dal braccio preferito (dominante) si estende via via a tutto il corpo.
METODO JACOBSON: Metodo del “Progressive relaxation”, terapeutico anche esso , di carattere centripeto (il rilassamento parte dafli arti e termina al volto) e’essenzialmente indirizzato a contrastare lo stato ansioso ed iper- tonico del soggetto. Si utilizzano a tal senso una serie di esercizi di rilassamento segmentario,accoppiati ad atti respiratori. Dal rilassamento segmentario si passa progressivamente a quello globale con una serie di esercizi e movimenti in decupito suoino che terminano con l’immobilita’ assoluta. Quale siano i metodi di applicazione , comunque , si deve tener presente che i medesimi possono degli infortuni indesiderati .Quindi prima di eseguire qualsiasi metodo bisogna che gli insegnanti siano qualificati e ben preparati ad ogni situazione soggettiva che venissero a verificarsi.
Autore articolo: Salvatore Gallo
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