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TEORIA DELL'ADATTAMENTO DI PIAGET

 assimilazione processo di assimilazione

processo

di adattamento processo di accomodamento L’essere autonomo dispone, come già sottolineato più volte, delle sue proprie leggi di funzionamento. Ne deriva che, secondo le strutture, cioè gli organi che possiede, possono manifestarsi differenti modalità di autonomia (sec. Pierre Vendryes): - l’insieme metabolico da cui dipende la stabilità dell’ambiente interno - l ’autonomia motoria che permette di evolvere nel proprio ambiente - l’autonomia mentale che ha per struttura il sistema nervoso centrale e soprattutto il cervello che è il centro di comando e di controllo della autonomia. L’autonomia mentale raggruppa l’insieme delle attività intellettuali, affettive ed emotive. Essa si manifesta particolarmente attraverso la creazione di idee nuove: creazione artistica o teorie intellettuali.  L’approccio funzionale del movimento Coloro che utilizzano il movimento come mezzo educativo e/o rieducativo devono tener conto del fatto che esso ha, secondo Buytendijk in Attitudes et mouvements (ripreso da Le Boulch), un doppio significato: espressivo operativo o transitivo (efficacia del movimento) e che i due aspetti sono complementari fra loro. Possiamo pertanto parlare di * Movimenti espressivi: più primitivi, corrispondono ad un paralinguaggio, riguardano la persona stessa e non implicano un obiettivo esterno da raggiungere, sono rappresentati dagli atteggiamenti e mimiche di natura espressiva, che traducono il vissuto psico-affettivo ed emozionale del soggetto attraverso tensioni muscolari e movimenti inconsci. La componente espressiva del movimento è direttamente legata alle variazioni della funzione energetica che fluttua in funzione degli stimoli che pervengono all’organismo e in funzione dello stato dei bisogni organici (alimentari, sessuali ecc.), dei bisogni psicologici (capacità di autoaffermazione ad esempio nel gioco libero per il bambino, nello sport per l'adolescente, nella valorizzazione sociale del suo lavoro per l'adulto), dei bisogni di interazione sociale (desiderio di entrare in relazione con gli altri). La soddisfazione di questi bisogni porta ad un equilibrio energetico, equilibrio che a sua volta va ad influenzarefavorevolmente gli atteggiamenti e l’efficacia delle azioni motorie.* Movimenti transitivi o operativi: hanno una finalità esterna alla persona, si definiscono in rapporto alla relazione con l’ambiente attraverso principalmente le prese di informazione esterocettive (come un’azione per avere la padronanza di un oggetto o un’azione intenzionale rivolta verso una persona per comunicare o una attività motoria con l’intento di superare un ostacolo).  Nell’utilizzo del movimento si possono riconoscere due modalità educative: - si può fare educazione del movimento - si può educare tramite il movimento La prima si rivolge unicamente all’aspetto operativo del movimento (cerca di migliorare l’azione motoria”, non prende in considerazione l’aspetto espressivo ed affettivo, come avviene nella tradizionale educazione fisica). La seconda integra le due dimensioni, l’espressiva e la operativa, prende in carico la totalità della persona, considerandola nella globalità delle sue funzioni psicomotorie e mentali (cognitive ed energetico-affettive) (vedi schema pag.10 e quadro di analisi funzionale.Le situazioni-problema e l’apprendimento motorio Nel costruire le situazioni-problema nelle quali i soggetti dovranno aggiustarsi, si dovrà valutare il grado di difficoltà della situazione proposta, tenuto conto di quelle che sono le possibilità attuali della persona che abbiamo di fronte. E’ necessario sottolineare che in un primo momento, nell'aggiustamento globale (quando la persona risponde alla consegna come è capace) la funzione cognitiva interviene solo in relazione allo scopo daraggiungere (saltare un ostacolo, tirare al bersaglio, ecc.); in questa situazione la persona mette in gioco i suoi automatismi personalizzati, che possono anche non essere completamente adeguati alla situazione; nel caso l’aggiustamento non risponda del tutto alla consegna, portando l’attenzione del soggetto su un dettaglio dell’automatismo che è necessario modificare (apprendimento per dissociazione o percettivo-motorio) si sollecita la sua funzione di interiorizzazione ed il soggetto arriverà a “sentire”, a prendere coscienza della parte del corpo interessata (informazione propriocettiva). Facciamo il caso della ricerca di un equilibrio dinamico: posti tre cerchi a terra ad una certa distanza, si prende una breve rincorsa, si continua nei primi due cerchi e ci si deve fermare nel terzo in completa stabilità (scopo dell’azione); nel caso questo non avvenga, si attira l’attenzione di volta in volta sull’appoggio dei piedi, sulle ginocchia tenute rigide (come sono le tue ginocchia?), sul bacino, ecc., cioè si prende coscienza delle parti del corpo coinvolte. Nell’aggiustamento cognitivo o con programmazione mentale, non c’è più soltanto cosciente lo scopo da raggiungere, ma interviene un particolare sforzo di concentrazione per analizzare il gesto (si ricordi la situazione di lanci in differenti maniere passando in un cerchio e inviando il pallone ad un compagno di fronte); la cosa riesce più facile quando si può contare su posture ben stabilizzate che il soggetto sente di poter controllare; lo sforzo percettivo non produce un effetto immediato, spesso al contrario in un primo momento abbassa il livello di performance, ma nel nostro iter metodologico si cerca di arrivare innanzitutto ad un miglioramento della risposta funzionale (miglioramento della organizzazione dello schema corporeo), il miglioramento della performance ne sarà la logica conseguenza. Strutturazione dello schema corporeo La nozione di schema corporeo è un concetto neurologico che corrisponde all’insieme delle strutture nervose che trattano l’informazione propriocettiva. Ma, contrariamente al trattamento delle informazioni esterocettive, non esistono aree primarie corrispondenti, cioè a livello corticale della percezione cosciente le informazioni propriocettive sono sempre associate alle informazioni esterocettive visive e sonore (compreso il linguaggio), ai dati relativi al corpo vissuto affettivo ed alla funzione simbolico-verbale. I supporti neurologici dello schema corporeo, secondo Ronald Melsach della McGill University di Montreal, come riporta Le Boulch, sarebbero almeno tre circuiti del cervello: - il primo sarebbe il classico circuito sensoriale che passa per il talamo e si proietta nel centro somestesico ( zone 1-2-3- della corteccia parietale) - il secondo attraverserebbe la formazione reticolare del tronco cerebrale e si collegherebbe con il sistema limbico, il quale gioca un ruolo nelle emozioni e le motivazioni (al quale si assocerebbe l’emisfero destro che gioca negli aggiustamenti d’urgenza in un situazione imprevista). - il terzo sarebbe costituito dalle aree corticali che intervengono nella presa di coscienza delle informazioni propriocettive, non ancora conosciute con precisione. Le aree 39, 40 presso le aree del linguaggio, le aree 5 e 7 la cui attività è legata all’area 4 di Brodman giocano pure loro un ruolo a livello di schema corporeo cosciente. Definiamo allora lo schema corporeo e la sua emergenza mentale, la immagine del corpo, come “ una intuizione di insieme o una conoscenza immediata che noi abbiamo del nostro corpo nel rapporto delle sue differenti parti fra loro e nei suoi rapporti con lo spazio circostante degli oggetti e delle persone ”. Dunque la nozione di schema corporeo si identifica con quella di immagine del corpo, tenuto conto che entrambe le espressioni esprimono con linguaggi complementari, l’uno neurologico e l’altro psicologico, una sola e stessa realtà fenomenologica che è quella del corpo proprio” (Head – 1911) Questa nozione spiega la sensazione di più o meno grande disponibilità che noi abbiamo del nostro corpo ed è il risultato di una strutturazione la cui evoluzione ed il cui arricchimento avverrebbe in modo permanente grazie al contatto continuo dell’essere globale, motorio, intellettuale, affettivo, con il mondo esterno. La strutturazione dello S.C. richiede naturalmente la integrità delle strutture pre-programmate geneticamente, ma anche la loro messa in attività funzionale nel corso delle diverse tappe dello sviluppo motorio. Il passaggio da uno S.C. Incosciente a quello Cosciente avviene secondo De Ajuriaguerra tramite tre tappe evolutive per il gioco della funzione di interiorizzazione: - tappa del corpo vissuto: dalla nascita a 3 anni, lo S.C. corrisponde ad un intuizione d'insieme immediata e incosciente che il bambino ha del suo corpo, sia statico che in movimento, nel rapporto delle differenti parti fra loro e nei loro rapporti con lo spazio circostante degli oggetti e delle persone. La più o meno grande disponibilità del bambino verso il suo mondo è vissuta a livello affettivo e comporta risposte a livello senso-motorio. Educare e/o rieducare il corpo utilizzando il movimento con un approccio funzionale significa aiutare la persona a farsi carico della sua propria motricità, sapendola gestire e modulare in tutte le sue espressioni, quindi anche in relazione alle emozioni ed alle tensioni: ciò porta ad acquisire una disponibilità corporea che si traduce anche in un miglioramento della attenzione. L’educazione del corpo, interessandosi più alla persona che all’esercizio (considerato un mezzo per far evolvere le funzioni), sviluppa competenze operative che si ripercuotono sul quotidiano prima di tutto e sulle attività più legate alle scelte o alle caratteristiche di ciascuno: ciò corrisponde al concetto di trasversalità della educazione tramite il movimento. In questa ottica, come dice Le Boulch, il movimento diventa il filo conduttore che può essere utilizzato per tutta la vita nel momento in cui tramite la propria azione sul mondo esterno il soggetto conquista e cerca di mantenere l’unità e la coerenza della propria persona psichica e sociale. Dalla scuola materna all’università, le istituzioni educative sono le sole strutture sociali stabili che possono giocare questo ruolo, anche se si stanno moltiplicando le strutture che affiancano la scuola a questo scopo. Nell’età adulta ed anziana altre agenzie possono farsi carico di questo ruolo. Tutti coloro che utilizzano il movimento come supporto per migliorare le funzioni dei soggetti nelle varie età non possono non tenere conto della necessità - di saper compiere una analisi funzionale (v.quadro pag.23) - di conoscere le varie tappe evolutive delle varie funzioni (schema pag.55-56) Qui di seguito verrà velocemente riassunto come il movimento evolve e può essere stimolato nel bambino fino alla età adulta per favorire la conoscenza di sé e la capacità di gestirsi. Questa sintesi vuole essere un punto di riferimento per poter osservare in modo mirato l’adulto e l’anziano, che attraverso determinate tappe sono passati, ricavandone un più o meno ricco schema corporeo. Il riassunto di quelli che sono stati i passaggi evolutivi nel bambino e l’adolescente, facilita la messa a punto di un lavoro che possa colmare o ridurre eventuali lacune e limitazioni accumulate dall’adulto o dall’anziano, ciò che inevitabilmente compromette una certa autonomia e la disponibilità del proprio corpo. Le situazioni sintetizzate nel seguito degli appunti possono essere opportunamente adattate a seconda delle necessità dei soggetti, tenuto conto che le funzioni hanno una loro evoluzione e che decadono con il passare degli anni molto più rapidamente se non opportunamente utilizzate, al di là degli eventuali eventi legati all’insorgere di malattie, traumi, ecc. Un progetto educativo o rieducativo non può non tenere conto della “storia” già passata. Un esempio per tutti: il neonato passa attraverso varie fasi di controllo tonico prima di arrivare alla stazione eretta con una sequenza cefalo-caudale e prossimo-distale, sequenza che ci permette di comprendere meglio la perdita di questa capacità funzionale (stare in stazione eretta). Un altro esempio: il bambino arriva alla stazione eretta passando attraverso la fase del rotolamento, la reptazione, la quadrupedia (non sempre), mette in atto un abbozzo di arrampicata, tutte azioni che si tende a perdere con gli anni, giusto quindi, nei limiti delle possibilità individuali, con opportuni accorgimenti, mantenere queste possibilità di movimento. SALVATORE GALLO    Mantenimento della efficienza del bagaglio funzionale in età adulta e anziana Quanto esposto corrisponde ai prerequisiti necessari per avere una certa autonomia e disponibilità corporea alla fine del periodo evolutivo e per il resto della vita. Come abbiamo detto più volte, l’efficacia della persona sulla realtà, passa per il recupero, il mantenimento ed il miglioramento, ove possibile, del bagaglio funzionale individuale. Qui di seguito si schematizzano le funzioni che siamo andati ad interessare e le situazioni che le possono privilegiare: il lavoro che abbiamo praticamente svolto in palestra sarà tenuto in considerazione come esemplificazione di un iter metodologico che continuamente ha oscillato fra un lavoro di aggiustamento (messa in gioco delle proprie possibilità in base alla consegna data) ed un lavoro percettivo che potesse migliorare man mano l’aggiustamento, che da globale è arrivato ad essere più mirato e cioè programmato mentalmente nella ricerca di un gesto preciso (si pensi ad esempio a tutto il lavoro di affinamento propriocettivo da supini, da seduti, in piedi). Il Quadro delle funzioni di pag.23, completato da quello della pagina 27, può costituire sia uno strumento di osservazione che una base per costruire progetti individualizzati o per gruppi. Come punto di riferimento per la scelta di situazioni-problema ed esercizi, opportunamente adattati secondo le indicazioni avute in questo corso, si consigliano i seguenti libri - L’EDUCAZIONE PSICOMOTORIA NELLA SCUOLA ELEMENTAREJean LE BOULCH - UNICOPLI ED. - SPORT EDUCATIVOJean LE BOULCH – ARMANDO ED. Questi appunti sono stati liberamente tratti e rielaborati da: - MOUVEMENT ET DEVELOPPEMENT DE LA PERSONNEJean Le Boulch - Vigot – Paris - LE CORPS A L’ECOLE AU XXI SIECLEJean Le Boulch – PUF Presse - Universitaire de France- Paris    AGGIUSTAMENTOPERCEZIONE DELLO SPAZIO• 3 profili - inibito - insicuro - aggiustamento controllato - aggiustamento impulsivo • Controllo tonico • Equilibrio • Coordinazione dinamica generale (dominanza) • Aggiustamento sulla musica • Coordinazione oculo - manuale • Esercizi grafici di pre - scrittura -----------------------------------------------• Aggiustamento posturale (seduti - in piedi) • Dissociazione dei movimenti e miglior controllo -----------------------------------------------• Passare dallo spazio topologico allo spazio euclideo • Consolidare le nozioni - Dentro - fuori - Sopra - sotto - Intorno ecc • Riconoscimento di forme manipolabili • Apprezzamento delle dimensioni (seriazione) aumentare le scoperta delle forme percepite grandi forme a con riproduzione partire dagli grafica spostamenti Riproduzione grafica • Scoperta della Destra e Sinistra presso gli altri (decentrazione) • Orientamento relativo   PERCEZIONE DEL CORPO PROPRIO (Schema corporeo) PERCEZIONE TEMPORALE Disegno dell'omino Evoluzione • Scoperta delle parti del corpo • Messa in relazione delle parti del corpo • Scoperta degli assi - avanti - dietro - alto - basso - asse laterale (lati) • Lateralizzazione Dx e Sx (presa di coscienza della dominanza) Controllo della motricità fine Immagine del corpo orientata Percezione delle durate (imitazione di gesti) Percezione delle strutture ritmiche • 3 elementi • 4 elementi • 5 elementi • 6 - 7 elementi  • Trascrizione sonora di temi musicali • Percezione delle velocità Spazio• Percezione delle traettorie Tempo

 

   
 
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